C'è un momento, verso metà ottobre, in cui la Tuscia cambia odore. Nei boschi dei Cimini si raccolgono le castagne, nei frantoi comincia la molitura, e nei ristoranti compare la parola che d'estate resta in secondo piano: tartufo. È la stagione in cui questa provincia dà il meglio a tavola — e, non a caso, quella in cui costa meno venirci.

Le castagne dei Monti Cimini

I Cimini sono la montagna della Tuscia: boschi fitti che partono a mezz'ora da noi e salgono fino a mille metri. Da lì vengono le castagne dei Monti Cimini, che in autunno finiscono ovunque — caldarroste per strada, zuppe, dolci, birra.

Il momento in cui tutto questo diventa una festa è la Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino, a venti minuti dalla villa: quasi sessant'anni di edizioni, il borgo intero in costume medievale e le taverne delle contrade dove si mangia la cucina viterbese vera. Nella nostra guida alla sagra trovate come funziona e come organizzarsi.

Il tartufo, e dove mangiarlo davvero

Il tartufo qui non è un vezzo da menù turistico: è un prodotto di queste terre. Il nero accompagna tutta la bella stagione, ma il momento vero arriva d'autunno, con il bianco. La capitale gastronomica a portata di mano è Orvieto, poco oltre il confine umbro: il piatto da ordinare sono gli umbrichelli al tartufo, la pasta fresca locale, spessa e ruvida, fatta solo di acqua e farina. Il periodo più bello è proprio questo — la città profuma e le folle estive se ne sono andate. La guida a Orvieto racconta anche il resto: il Duomo, il Pozzo di San Patrizio, la città sotterranea.

L'olio nuovo e i vini che nessuno conosce

Tra fine ottobre e novembre nei frantoi si fa l'olio nuovo: verde, denso, che pizzica in gola. È il periodo in cui vale la pena comprarlo direttamente dai produttori invece che al supermercato — e la differenza si sente in una fetta di pane.

Sui vini, la Tuscia ha un vantaggio che il turismo non ha ancora rovinato: si beve bene spendendo poco, perché queste etichette non sono ancora di moda. Chiedete quello del posto, senza cercare nomi noti: è il modo migliore di mangiare da queste parti.

Come organizzare un fine settimana del gusto

Il consiglio è di non correre. Sabato: mattina in un borgo dei Cimini, pranzo lento, pomeriggio nei boschi quando le foglie sono girate; domenica: Orvieto a tavola, e rientro con l'olio nuovo in macchina. Se capitate in un fine settimana di sagra, tenete conto che i paesi si riempiono: si arriva presto o si arriva tardi, mai a mezzogiorno.

E se piove — d'autunno succede — non è un problema: si sposta tutto al chiuso, e la sera si accende il camino.

Dove stare

Villa Vacanze Valentina è a Bassano in Teverina, in provincia di Viterbo, aperta tutto l'anno: due appartamenti in villa e una casetta di legno per due. In autunno la casa serve davvero — cucine complete per cucinare quello che si compra al mercato, riscaldamento, e in uno dei due appartamenti il camino con la legna inclusa. Soriano è a venti minuti, Viterbo a venticinque, Orvieto a circa cinquanta minuti, Roma a un'ora.

Se volete vedere com'è la stagione fredda da queste parti, abbiamo raccolto tutto nella pagina Inverno nella Tuscia: terme, borghi vuoti e le sere davanti al fuoco.

Le stagioni dei prodotti variano di anno in anno: prima di partire per una sagra o un mercato, conviene sempre verificare date e programmi sui canali ufficiali del Comune o della Pro Loco. Immagine di copertina: illustrazione d'atmosfera creata per il nostro blog.