A un'ora da Roma, sui Monti Cimini, un borgo di poche migliaia di abitanti tiene in cima alla sua strada principale un palazzo che ci si aspetterebbe in una capitale. È il Palazzo Farnese di Caprarola — che molti, soprattutto fuori dall'Italia, conoscono come Villa Farnese: un pentagono di pietra con un cortile rotondo al centro, sale affrescate dal pavimento alla volta e giardini che salgono nel bosco. Non va confuso con il Palazzo Farnese di Roma, sede dell'Ambasciata di Francia: questo è quello della Tuscia, e si visita. Qui trovate cosa vedere sala per sala, orari e biglietti da controllare, come arrivare da Roma e come riempire il resto della giornata.
Da fortezza a palazzo: la storia in breve
Tutto comincia intorno al 1530 con Antonio da Sangallo il Giovane, che per i Farnese progetta una fortezza a pianta pentagonale con bastioni agli angoli. I lavori si fermano alle fondamenta. Dal 1559 il cardinale Alessandro Farnese, nipote di papa Paolo III, affida il cantiere a Jacopo Barozzi da Vignola, che tiene la pianta a cinque lati ma trasforma la fortezza in una residenza: severa fuori, sontuosa dentro. Il palazzo è considerato il capolavoro del Vignola, che ci lavorò fino alla morte, nel 1573.
Cosa vedere, sala per sala
Il cortile circolare
Dentro il pentagono c'è un cerchio: il cortile rotondo del Vignola, con due ordini di portico e le volte affrescate. È il primo stupore della visita, e la chiave per capire il palazzo: geometria pura, al servizio della meraviglia.
La Scala Regia
La Scala Regia è una scala elicoidale che sale per tre piani girando attorno a trenta colonne doriche di peperino, accoppiate a due a due, sotto affreschi di Antonio Tempesta. I gradini hanno la pedata larga e l'alzata bassa: la leggenda vuole che il cardinale la salisse a cavallo. Sui gradini, però, nessuno ha mai trovato i segni degli zoccoli — ma guardando in su dal fondo, la storia la si perdona volentieri.
La Sala dei Fasti Farnesiani
Al piano nobile, la Sala dei Fasti Farnesiani racconta le glorie della famiglia — papi, condottieri, matrimoni e alleanze — negli affreschi dei fratelli Taddeo e Federico Zuccari. Più che una sala, è un manifesto politico dipinto.
La Sala di Ercole
La Sala di Ercole, dedicata alle imprese dell'eroe, era la sala da pranzo estiva del palazzo, pensata per le giornate calde sui Cimini.
La Sala del Mappamondo
Nella Sala del Mappamondo le pareti mostrano le carte dei continenti e del mondo conosciuto intorno al 1574, e sulla volta si apre il cielo delle costellazioni. Cercate le terre del sud: sono disegnate come le immaginavano i geografi del Cinquecento, non come le conosciamo oggi.
I giardini e la Casina
Dietro il palazzo, due giardini segreti cinti da mura, e più in alto, oltre il bosco, il parco con le fontane, la catena d'acqua e la piccola Casina che nel Novecento fu residenza estiva del presidente Luigi Einaudi. Il parco ha orari suoi, più brevi di quelli del palazzo: se volete vederlo, arrivate presto.
Orari e biglietti — controllati a settembre 2026
- Palazzo: da martedì a domenica, 8:30–19:30, ultimo ingresso alle 18:45.
- Chiuso: tutti i lunedì, il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre.
- Parco: ha orari suoi, che cambiano con la stagione. A ottobre chiude alle 18 (ultimo ingresso alle 17), fino al cambio dell'ora; a novembre e dicembre chiude alle 16 (ultimo ingresso alle 15). Chiuso il 25 dicembre. Negli altri mesi controllate l'orario sul sito del Ministero della Cultura.
- Biglietti: la scheda ufficiale del Ministero della Cultura indica intero 10 €, 8 € quando il parco è chiuso, 2 € per i cittadini UE dai 18 ai 25 anni, gratis sotto i 18. La prima domenica del mese, come in tutti i musei statali, l'ingresso è gratuito.
- Animali: non ammessi, salvo i cani guida e di assistenza.
- Lavori: il palazzo è dentro un progetto PNRR di efficienza energetica e accessibilità, e in passato i giardini alti sono stati chiusi per qualche settimana. Orari speciali e chiusure vengono annunciati sul sito della Direzione regionale Musei nazionali Lazio: verificate lì prima di partire.



