A un quarto d'ora da Villa Vacanze Valentina, alle porte di Viterbo, si nasconde quello che nel 2011 è stato eletto "Parco Più Bello d'Italia": Villa Lante a Bagnaia, il capolavoro del giardino all'italiana. Niente code, niente folla: solo terrazze di verde perfetto, fontane cinquecentesche e il rumore dell'acqua che scende di vasca in vasca da oltre quattro secoli. Se amate i giardini, questa è la visita più raffinata della Tuscia — e con il biglietto oggi ridotto a 5 €, anche un piccolo affare.

Il giardino dove l'acqua è protagonista

Villa Lante nasce dal 1568 per volere del cardinale Gianfrancesco Gambara, su progetto attribuito al Vignola — lo stesso architetto del vicino Palazzo Farnese di Caprarola. La sua anomalia geniale: qui non c'è un palazzo con un giardino intorno, ma un giardino con due palazzine gemelle ai lati, quasi nascoste. Il vero protagonista è il percorso dell'acqua, un'allegoria manierista che si legge salendo: in alto il bosco selvaggio e la Fontana del Diluvio, poi l'acqua che viene "addomesticata" scendendo di terrazza in terrazza, fino alla geometria perfetta del parterre finale.

I pezzi da non perdere:

  • La catena d'acqua — un canale a cascatelle scolpito tra chele di gambero (il gioco araldico sul nome Gambara), forse l'immagine più fotografata della Tuscia rinascimentale.
  • La Fontana dei Mori — al centro del quadrato d'acqua terminale: quattro mori attribuiti al Giambologna reggono lo stemma con i monti e la stella.
  • La mensa del cardinale — una lunga tavola di peperino con una canaletta d'acqua al centro, dove i banchetti all'aperto tenevano il vino in fresco: il Rinascimento sapeva vivere.
  • Le logge affrescate delle palazzine Gambara e Montalto, con le vedute cinquecentesche delle ville della Tuscia.

Alla morte di Gambara (1587) completò tutto il giovanissimo cardinale Alessandro Peretti di Montalto; il nome "Lante" arrivò nel 1656 con i nuovi proprietari. Bombardata nel 1944 e restaurata, oggi è un museo statale.

Informazioni utili — verificate a luglio 2026

  • Chiusa il lunedì (e 1/1, 1/5, 25/12). Apertura dalle 8:30; la chiusura varia con la stagione (in estate fino a sera) — verificate su cultura.gov.it o al +39 0761 288008.
  • Biglietti: 5 € (tariffa ridotta per i restauri in corso, era 8 €), 18–25 anni 2 €, gratis sotto i 18 e la prima domenica del mese.
  • Restauri PNRR: alcune aree possono essere parzialmente chiuse e qualche fontana senz'acqua — il fascino resta intatto.
  • Durata: 1,5–2 ore, più mezz'ora per il borgo di Bagnaia.
  • Picnic e cani: non ammessi nel giardino monumentale; il parco pubblico esterno è invece libero.
  • Parcheggio: comunale gratuito a pochi minuti a piedi dall'ingresso.

Il borgo di Bagnaia e gli abbinamenti

Prima o dopo la villa, perdetevi dieci minuti nel borgo medievale di Bagnaia: la torre circolare dell'orologio, la porta cinquecentesca del cardinale Ridolfi, i vicoli con le case-torri. E poi la combinazione naturale: Viterbo è a 5 km — il quartiere medievale di San Pellegrino e il Palazzo dei Papi, dove si tennero i conclavi del Duecento, completano la giornata. Se invece volete restare in tema di meraviglie verdi, il Sacro Bosco di Bomarzo è l'esatto contrario di Villa Lante: là il disordine visionario, qui l'ordine perfetto. Vederli nello stesso soggiorno è una piccola lezione di storia dell'arte.

Come arrivare e dove dormire

Da Villa Vacanze Valentina sono circa 20 minuti passando per Vitorchiano (che merita anch'esso una sosta). Da Orte/A1: superstrada Orte–Viterbo, uscita Bagnaia. È la gita perfetta per una mezza giornata: si abbina al pomeriggio alle Terme dei Papi o a Viterbo. Villa Vacanze Valentina vi rimette al centro di tutto: appartamenti nel verde, la Casetta degli Innamorati e il silenzio della campagna a fine giornata. Se l'occasione è una fuga a due, ecco come comporre un weekend romantico nella Tuscia.