Ci si affanna a cercarla lontano, la meraviglia, e intanto la capitale della Tuscia se ne sta a meno di mezz'ora dalla villa e a un'ora da Roma. Viterbo è la città dei Papi: per una ventina d'anni, nel Duecento, è stata il centro della cristianità. Oggi conserva il quartiere medievale più intatto d'Europa e si gira a piedi, con calma, in una giornata. Questa è la nostra guida a cosa vedere a Viterbo in un giorno: un itinerario a piedi, le piazze e le fontane, i musei, cosa mangiare e le risposte alle domande che ci fanno più spesso gli ospiti.
Viterbo in un giorno, a piedi: l'itinerario
- Mattina: si lascia l'auto al parcheggio del Sacrario e si sale al Colle del Duomo — Palazzo dei Papi, Loggia, Cattedrale di San Lorenzo e museo (un'ora e mezza abbondante). Poi giù per Piazza della Morte e dentro il quartiere di San Pellegrino.
- Pranzo: una trattoria nei vicoli, acquacotta o lombrichelli.
- Pomeriggio: Piazza delle Erbe, Piazza del Plebiscito con il Palazzo dei Priori, Piazza del Gesù, la Fontana Grande. Chi ha ancora energia sceglie un museo: l'Etrusco alla Rocca Albornoz o il Museo Civico.
- Sera: San Pellegrino nella luce bassa, poi l'acqua calda delle terme a pochi minuti dal centro.
San Pellegrino, il Medioevo rimasto in piedi
Il cuore antico è il quartiere di San Pellegrino: un dedalo di vicoli nella pietra vulcanica della Tuscia, dove l'impianto urbano del XIII secolo è arrivato fino a noi quasi intatto. Si cammina sotto archi e case a ponte — abitazioni che scavalcano la strada e la coprono — e davanti alle case si aprono i profferli, le scale esterne in pietra che salgono al primo piano, firma dell'architettura viterbese. Piazza San Pellegrino, con la sua torre e i palazzi duecenteschi, è uno degli angoli più fotografati del Lazio.
Il Palazzo dei Papi e il conclave più lungo della storia
Sopra la città si alza il Palazzo dei Papi, con la sua Loggia gotica di archi traforati affacciata sulla valle: l'immagine simbolo di Viterbo. Qui, tra queste mura, è nata una parola che usiamo ancora oggi. Alla morte di Clemente IV, nel 1268, i cardinali si riunirono per eleggere il nuovo papa e non trovarono l'accordo: l'elezione durò 1006 giorni, quasi tre anni, il conclave più lungo della storia. Esasperati, i viterbesi chiusero i cardinali dentro il palazzo cum clave — «con la chiave», ed è da qui che nasce la parola conclave — ridussero i viveri a pane e acqua e arrivarono a scoperchiare il tetto. Solo allora, nel 1271, fu eletto Gregorio X. Oggi si visitano l'Aula del Conclave e, accanto, il Duomo di San Lorenzo e il Museo Colle del Duomo, con un biglietto unico.
Le piazze e le fontane
Viterbo è la città delle fontane: ne ha decine, quasi tutte a fuso, con la vasca bassa e il pilastro che sale al centro — un modello nato qui e copiato in tutta la Tuscia. La più celebre è la Fontana Grande, duecentesca, nella piazza che porta il suo nome. Ma il bello è incontrarle piazza dopo piazza. In Piazza della Morte, appena sotto il Colle del Duomo, la fontana a forma di pigna con i musi di leone è del 1243: il nome cupo viene dalla confraternita che, nel Cinquecento, dava sepoltura ai poveri. In Piazza delle Erbe, il salotto della città, la fontana fu ridisegnata nel 1621 dal pittore viterbese Filippo Caparozzi; i due leoni di marmo di oggi, simbolo di Viterbo, sono arrivati nel 1877. Piazza del Gesù è la piazza raccolta con la chiesetta romanica di San Silvestro e una fontana del 1915 dalle teste di leone. E la città civile ha il suo centro in Piazza del Plebiscito, incorniciata dal Palazzo dei Priori: dentro, la Sala Regia è tutta affrescata con le vedute dei castelli del contado viterbese, e dalle logge si affaccia un piccolo giardino sulla valle.
I musei di Viterbo
Chi vuole capire da dove viene questa terra ha due indirizzi. Il Museo Nazionale Etrusco sta dentro la Rocca Albornoz, la fortezza trecentesca all'ingresso nord della città, rinnovata nel Cinquecento su progetto del Bramante: dentro ci sono le ricostruzioni a grandezza naturale delle case etrusche di Acquarossa, un mosaico da Musarna e la biga di bronzo trovata a Ischia di Castro. Il Museo Civico Luigi Rossi Danielli, nell'antico convento accanto alla chiesa di Santa Maria della Verità, ha un chiostro gotico pieno di sarcofagi etruschi, il sarcofago della Bella Galiana e le sale d'arte dal Duecento all'Ottocento. Nella chiesa accanto vale la sosta la Cappella Mazzatosta, con il ciclo di affreschi di Lorenzo da Viterbo del 1469, restaurato con pazienza dopo i bombardamenti della guerra.
A tavola a Viterbo
Il piatto della Tuscia è l'acquacotta: pane raffermo — quello viterbese, senza sale — cicoria di campo, patate, aglio e olio buono, con l'uovo in camicia sopra. Poi i lombrichelli, spaghettoni di sola acqua e farina tirati a mano, con il sugo piccante o, nella versione di Vitorchiano, col finocchietto selvatico. Si chiude con i tozzetti alle nocciole dei Monti Cimini, da inzuppare. Cucina di campagna, povera e vera: la si trova nelle trattorie di San Pellegrino e delle piazze, senza cercare troppo.
Informazioni utili — verificate ad agosto 2026
- Dove: Viterbo, capoluogo della Tuscia — da Villa Vacanze Valentina meno di mezz'ora d'auto, un'ora da Roma (casello A1 di Orte a 15 minuti).
- Quanto tempo: una giornata piena per il centro storico a piedi; mezza giornata se scegliete solo San Pellegrino e il Palazzo dei Papi.
- Palazzo dei Papi (Polo Monumentale Colle del Duomo, con Cattedrale e museo, audioguida inclusa): intero 10 €, ridotto 8 € dai 12 ai 18 anni, pacchetto famiglia 25 €, gratis sotto i 12 anni. Da aprile a novembre aperto tutti i giorni 10–19; da dicembre a marzo orari ridotti e chiuso il martedì. Ultimo ingresso un'ora prima.
- Musei: Museo Etrusco Rocca Albornoz 8:30–19:30, chiuso il lunedì, intero 7 €; Museo Civico 9–19, intero 6 €. Esiste il Viterbo Pass, biglietto unico per i siti principali valido sei mesi.
- Parcheggio: il Sacrario, all'ingresso del centro storico, circa 380 posti con ascensore verso il centro; il sabato mattina non è disponibile per il mercato.
- Scarpe comode: il centro è tutto sampietrini, salite e scale. Orari e prezzi cambiano: prima di partire, un'occhiata ai siti ufficiali.
E poi le terme e il cinema
Viterbo non è solo pietra. È da secoli città termale: a pochi minuti dal centro ci sono le Terme dei Papi e le terme libere del Bullicame, per chiudere la giornata nell'acqua calda. E d'estate il centro diventa un cinema a cielo aperto con il Tuscia Film Fest.
La Macchina di Santa Rosa, la notte del 3 settembre
Ma se c'è una cosa che ha reso Viterbo celebre nel mondo, è questa. Ogni anno, la sera del 3 settembre, si spengono le luci del centro e un centinaio di Facchini vestiti di bianco e rosso sollevano sulle spalle la Macchina di Santa Rosa: un campanile di luce alto quasi trenta metri e pesante cinquanta quintali, che attraversa al buio i vicoli medievali per oltre un chilometro, fino al santuario della patrona. Un rito che si ripete da più di 750 anni e che dal 2013 è Patrimonio Immateriale dell'UNESCO. Chi capita in Tuscia a inizio settembre non dovrebbe mancarlo: è una di quelle sere che non si dimenticano.
Dove dormire per visitare Viterbo
Villa Vacanze Valentina è a Bassano in Teverina, a meno di mezz'ora dal centro di Viterbo e a un'ora da Roma: si passa la giornata tra i vicoli medievali e si torna a dormire nel silenzio della campagna, con la piscina pronta al rientro. Scoprite la casa vacanze con piscina oppure scriveteci su WhatsApp. Tutte le feste e le sagre della zona, stagione per stagione, sono nel nostro calendario di eventi della Tuscia.



